Nel dibattito sull’AI vince l’eticità

Intervista a Riccardo Sala, presidente di Gruppo ADV e direttore di MBCIRCLE:

 

Il dibattito sullo sviluppo dell’intelligenza, oggi, sembra incarnare al meglio il romanzo “Angeli e Demoni” di Dan Brown: l’AI è “buona” o “cattiva”? Migliorerà o peggiorerà le nostre vita? E ancora: toglierà oppure offrirà nuovi posti di lavoro?

 

Abbiamo deciso di affrontare questo argomento con Riccardo Sala, presidente di Gruppo Adv nonché direttore della nostra MBCIRCLE.
«In un’epoca caratterizzata da rapidi avanzamenti tecnologici, l’intelligenza artificiale si posiziona al centro di una rivoluzione imminente nel mondo del lavoro – spiega Sala – La mia visione dell’AI è profondamente aperta e ottimista. Credo fermamente che l’Intelligenza artificiale, se applicata in modo ragionevole e consapevole, possa essere di immenso aiuto in numerosi settori. Questo spazia dalle applicazioni intellettuali, dove può accelerare la ricerca e l’analisi, fino a possibili implementazioni in ambiti più artigianali, con l’avvento dei robot. L’AI rappresenta uno strumento cruciale per velocizzare i processi, arricchire i contenuti e affinare l’analisi dei dati». Diversi i settori economici, secondo Sala, che saranno influenzati dall’Ai: «In campo medico l’intelligenza artificiale porterà grandi innovazioni – spiega – E’ importante riconoscere che questa tecnologia potrebbe essere utilizzata per scopi meno nobili e pertanto l’etica sta alla base dello sviluppo dell’AI; l’intelligenza artificiale, ad esempio, porterà grandi cambiamenti nell’industria bellica e ci si augura che siano sempre di più le applicazioni pacifiche e costruttive della stessa».

 

E poi, c’è il mercato del lavoro: «L’AI trasformerà questo settore in modi che stiamo appena iniziando a comprendere – afferma ancora il direttore di MBCIRCLE – Da un lato, automatizzerà compiti ripetitivi, liberando le persone per attività più creative e strategiche. Dall’altro, creerà nuove professioni che richiedono competenze avanzate e una nuova forma di alfabetizzazione digitale. Ruoli come ingegneri dell’AI, analisti di dati e specialisti in etica dell’AI diventeranno sempre più rilevanti, evidenziando l’importanza dell’apprendimento continuo e dell’adattabilità. Tuttavia, l’introduzione dell’AI nel contesto lavorativo solleva questioni etiche significative, dalla privacy dei dati alla trasparenza ed equità delle decisioni automatizzate. Come affermato in precedenza, è cruciale che si adotti un approccio etico all’uso dell’AI, assicurandoci che le tecnologie siano impiegate in modo giusto e responsabile. La regolamentazione gioca un ruolo fondamentale in questo contesto, aiutando a indirizzare lo sviluppo dell’AI affinché i benefici siano massimizzati e i rischi minimizzati».

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