
Nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità, la qualità non passa soltanto da ciò che si mangia o dal servizio offerto. Prima ancora del gusto, prima ancora delle parole, esiste qualcosa che parla immediatamente alle persone: lo spazio. L’ambiente. L’atmosfera. L’esperienza visiva.
È proprio da questo concetto che è partita la lezione tenuta dall’architetto Federica Riva, co-titolare di R2+ il 17 aprile 2026, agli studenti del dipartimento alberghiero della scuola In-Presa, nell’ambito del progetto “Adotta una Quarta” promosso dalla Rete tra Imprese MBCIRCLE. Un’iniziativa nata per costruire un ponte concreto tra scuola e mondo del lavoro, attraverso incontri periodici in cui imprenditori e professionisti condividono competenze, esperienze e visioni con le nuove generazioni.
L’incontro ha affrontato un tema spesso sottovalutato nel settore horeca: il legame profondo tra design, architettura e ristorazione. Un rapporto che oggi è diventato centrale per il successo di un locale, perché il cliente non acquista più soltanto un prodotto o un servizio, ma vive un’esperienza complessiva.
L’occhio vuole la sua parte. E oggi più che mai è vero
Federica Riva ha guidato gli studenti in una riflessione concreta e molto attuale: quando una persona entra in un locale, il primo senso che si attiva non è il gusto, ma la vista.
La disposizione degli spazi, i materiali, l’illuminazione, i colori, l’acustica, il layout della sala, persino la modalità con cui viene presentato un piatto: ogni dettaglio contribuisce a costruire la percezione del cliente.
Nel settore della ristorazione e della ricettività, oggi il design non è più un semplice elemento estetico, ma uno strumento strategico capace di influenzare:
- il posizionamento del locale;
- la permanenza del cliente;
- la percezione della qualità;
- il valore dell’esperienza;
- la riconoscibilità del brand.
Un concetto che gli studenti dell’alberghiero hanno potuto comprendere non attraverso teoria astratta, ma tramite esempi concreti, casi reali e dinamiche quotidiane del settore.
Design e food: quando lo spazio diventa parte dell’esperienza
Durante la lezione, Federica ha collegato il tema dell’architettura alla cultura del food design, richiamando anche alcuni concetti del libro Design & Food dell’architetto Mario Redaelli, co-titolare di R2+.
Il focus non era soltanto sull’estetica, ma sulla progettazione dell’esperienza.
Oggi un ristorante, una pizzeria o una struttura ricettiva non possono più limitarsi a “funzionare”. Devono comunicare identità. Devono trasmettere emozioni. Devono essere coerenti con il tipo di clientela che vogliono attrarre.
La progettazione degli spazi diventa quindi parte integrante della narrazione del locale.
Uno spazio ben progettato:
- migliora la fruibilità;
- ottimizza i flussi;
- valorizza il lavoro del personale;
- aumenta il comfort del cliente;
- rafforza il ricordo dell’esperienza vissuta.
Un tema estremamente attuale per ragazzi che si preparano a lavorare nel mondo dell’ospitalità e che si troveranno sempre più spesso a confrontarsi con clienti attenti all’esperienza complessiva, non solo al prodotto finale.
Due casi pratici per capire il mercato reale
Uno degli aspetti più apprezzati dagli studenti è stato l’approccio estremamente concreto della lezione.
Federica Riva ha infatti presentato due casi reali di progettazione legati a modelli di business completamente differenti nel settore food.
Il primo esempio ha riguardato un’attività focalizzata prevalentemente sull’asporto, strutturata come pizzeria con dinamiche veloci, ottimizzazione degli spazi e necessità operative molto specifiche.
Il secondo caso ha invece approfondito la progettazione di De Gustibus, realtà più articolata che unisce:
- ristorazione gourmet;
- hamburgeria;
- pizzeria;
- accoglienza più esperienziale.
Due esempi molto diversi tra loro, ma accomunati da un principio fondamentale: il progetto architettonico deve sempre partire dal modello di business e dall’esperienza che si vuole offrire al cliente.
Non esiste un design “bello” in assoluto. Esiste un design coerente, funzionale e strategico rispetto agli obiettivi dell’attività.
Ed è proprio questa visione pratica che ha permesso agli studenti di comprendere quanto il mondo della ristorazione sia oggi multidisciplinare e quanto il dialogo tra professionisti differenti sia fondamentale.
Formare i giovani significa avvicinarli alla realtà
L’iniziativa “Adotta una Quarta” nasce proprio con questo obiettivo: portare nelle scuole professionisti capaci di raccontare il lavoro reale, le trasformazioni del mercato e le competenze richieste oggi dalle imprese.
La collaborazione tra MBCIRCLE e In-Presa si fonda infatti sulla volontà di creare un collegamento concreto tra formazione e impresa, favorendo orientamento, crescita professionale e cultura del lavoro.
All’interno di questo percorso, i professionisti della Rete diventano veri e propri mentor territoriali, mettendo a disposizione esperienza, know-how e visione strategica.
Il progetto “MBCIRCLE adotta una quarta” prevede infatti incontri periodici in cui imprenditori e professionisti entrano nelle classi per affrontare temi specifici richiesti dagli indirizzi scolastici.
Un approccio che permette agli studenti di:
- confrontarsi con il mondo reale;
- comprendere le dinamiche professionali;
- ampliare la propria visione del settore;
- sviluppare consapevolezza sulle competenze richieste dal mercato.
R2+: progettare spazi significa progettare relazioni
La testimonianza portata da Federica Riva ha mostrato anche un altro aspetto importante: l’architettura non riguarda soltanto edifici o arredamento, ma il modo in cui le persone vivono gli spazi.
Nel mondo horeca questo è ancora più evidente.
Un locale ben progettato migliora:
- il lavoro dello staff;
- la relazione con il cliente;
- la percezione del servizio;
- l’identità del brand;
- la competitività dell’attività.
Per questo oggi il design è sempre più una leva strategica per le imprese della ristorazione e dell’accoglienza.
Gli studenti hanno potuto vedere come dietro ogni scelta progettuale esistano:
- studio dei flussi;
- psicologia della percezione;
- gestione operativa;
- marketing;
- posizionamento commerciale.
Una lezione trasversale che ha unito architettura, impresa, esperienza cliente e cultura dell’accoglienza.
MBCIRCLE: creare connessioni tra giovani, imprese e territorio
La Rete tra Imprese MBCIRCLE continua così il proprio percorso di sostegno al tessuto socioeconomico brianteo, mettendo al centro giovani, impresa e lavoro.
Attraverso progetti come “Pillole d’Impresa”, la Rete favorisce il dialogo tra scuole e professionisti, offrendo agli studenti occasioni concrete di crescita, orientamento e confronto con il mondo produttivo.
Perché il futuro del territorio passa anche dalla capacità di trasferire conoscenza, esperienza e cultura d’impresa alle nuove generazioni.
E incontri come quello tenuto da Federica Riva dimostrano quanto sia importante far comprendere ai ragazzi che, dietro ogni attività di successo, esiste sempre una progettazione fatta di competenze, visione e attenzione alle persone.
Perché anche un ristorante, una sala o un piatto raccontano una storia. E spesso, quella storia, inizia proprio dal design.
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Formare i giovani significa avvicinarli alla realtà




