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Le emoji sono diventate parte integrante del linguaggio digitale moderno, una lingua universale che trascende le barriere linguistiche e culturali, tanto che la loro importanza è tale che dal 2014, ogni 17 luglio, si celebra il World Emoji Day. Questa data non è casuale: l’emoji del calendario sui dispositivi iOS mostra proprio il 17 luglio ed è proprio per questo motivo che su iniziativa del fondatore di Emojipedia Jeremy Burge, si è scelta tale giornata per festeggiare le icone più famose del modo.
Per scoprire di più sulle emoji e sul World Emoji Day, visita il sito ufficiale: worldemojiday.com.
Oggi nel giorno del decimo anniversario di questa ricorrenza andremo ad esplorare il mondo delle emoji definendo e catalogando i loro odierni vari contesti di utilizzo e come ormai abbiano evoluto la comunicazione nel mondo lavorativo.
Ma innanzitutto, da dove provengono le emoji? Il sistema Unicode ha standardizzato queste piccole icone, rendendole riconoscibili e utilizzabili in tutto il mondo, ma come ben sappiamo, il concetto di emoji deriva dalle emoticon (per esempio “:)”, “:o” oppure “:(”), le loro origini invece, sono contese tra Shigetaka Kurita il quale è spesso accreditato per aver creato le prime emoji nel 1999 per una piattaforma di messaggistica giapponese, e Nicolas Loufrani colui che ha digitalizzato lo smiley creato dal padre Franklin nel 1971. Oggi, le emoji sono ovunque e la loro popolarità continua a crescere, tant’è che nel 2015, il dizionario Oxford ha persino scelto un’emoji, la “faccina con lacrime di gioia” 😂, come parola dell’anno.

Le emoji più utilizzate e le modalità di uso nei contesti aziendali

L’uso delle emoji è esploso negli ultimi dieci anni, diventando strumenti essenziali per esprimere emozioni e rendere le comunicazioni più vivaci e immediate ormai in molti più contesti oltre ai social media da dove hanno avuto origine. Secondo Emojipedia, le emoji più popolari su Twitter nel 2023 includono la faccina che ride con lacrime di gioia 😂, il cuore rosso ❤️, le mani giunte 🙏, e il fuoco 🔥. Queste icone, come molte altre trovano impiego in vari contesti, dai messaggi personali ai post sui social media, fino alle email aziendali interne ma anche esterne dove anche la comunicazione verso terzi, grazie alle emoji, diventa più fluida abbassando il rischio di fraintendimento del tono del messaggio.

Ora spostiamo il focus sui social media. I post che adottano l’utilizzo di emoji ottengono un maggiore engagement, con un aumento del 50% di reazioni e un maggior numero di commenti e condivisioni rispetto ai post senza emoji in quanto l’utente viene inconsciamente colpito emotivamente dalla presenza delle icone pensate appositamente per questo scopo. Per dare quell’incremento di emotività al testo, per esempio per cercare maggiore enfasi, su Instagram e Twitter, è comune vedere gli utenti utilizzare almeno due emoji per volta e in alcuni casi ripetere due volte la stessa per enfatizzare maggiormente un concetto rispetto ad un altro.

Allo stesso modo, le emoji possono essere molto efficaci per esempio anche nelle email, sia all’ interno del testo, per favorire una lettura più fluida evitando la perdita del focus dell’utente, ma ancora prima sono fondamentali nell’oggetto, utili a catturare l’attenzione del destinatario aumentando così il tasso di apertura, dato fondamentale per chi sta portando avanti una strategia di email marketing.

Best practices per l’uso delle emoji

  1. Icone rappresentative: utilizzare emoji che incarnano il vostro marchio o il messaggio principale legato al brand così da avviare un processo di branding anche attraverso la parte copy.
  2. Rappresentazione visiva del copy: scegliere emoji che illustrano visivamente il contenuto del messaggio.
  3. Sostituzione delle parole: utilizzare emoji al posto di parole intere, come per esempio un cuore ❤️ al posto della parola “love”.
  4. Emoji evocative: emoji come sveglie ⏰, fiamme 🔥 e fulmini ⚡ possono evocare un senso di dinamismo, di urgenza o eccitazione, quindi utili per attirare l’attenzione in un particolare contesto.
  5. Stagionalità e Eventi Speciali: usare emoji correlate a stagioni o festività può rendere le email più pertinenti e coinvolgenti (es. 🎄 per Natale, 🎃 per Halloween).
  6. Incorporare Call to Action (CTA): usare emoji che invitano all’azione per migliorare le CTA, come frecce 👉, dita puntate 👆 o icone di clic 🖱️ per enfatizzarle ulteriormente.
  7. Coerenza e moderazione: l’uso delle emoji deve essere effettuato con coerenza per mantenere un tono uniforme e moderazione per evitare di sovraccaricare il messaggio e ridurre la leggibilità.
  8. Considerare la cultura del pubblico: alcune emoji possono avere significati diversi in contesti culturali diversi, quindi è importante essere consapevoli delle interpretazioni culturali.
  9. Posizionamento strategico: un aspetto fondamentale è quello di collocare le emoji all’inizio o alla fine della parola o espressione da mettere in risalto per massimizzarne l’impatto visivo e catturarne l’attenzione.
  10. Evidenziare promozioni e sconti: in questi casi è consigliabile utilizzare emoji per attirare l’attenzione su offerte speciali, promozioni o sconti (es. 🎉, 🔥, 💸).

Il linguaggio paraverbale con le emoji, i benefici nella comunicazione

Con l’aumento del lavoro remoto (smartworking) e ibrido, le emoji rendono le conversazioni digitali più umane e coinvolgenti, soprattutto abbassando il rischio di fraintendimenti in termini di toni comunicativi utilizzati. Per questo le emoji non sono più riservate solo ai social media o alle email personali; stanno diventando una parte essenziale della comunicazione aziendale, infatti piattaforme di messaggistica istantanea come WhatsApp, Telegram o Slack hanno registrato un aumento significativo dell’uso delle emoji tra i team di lavoro.

Secondo un sondaggio di quest’ultimo, il 91% dei lavoratori ha affermato che i propri messaggi sono stati fraintesi almeno una volta e che grazie all’uso delle emoji può aiutare a chiarire il tono e l’intento del messaggio, riducendo il rischio di incomprensioni e migliorando la connessione emotiva tra i colleghi e la fluidità nella comunicazione delle informazioni.

L’adozione delle emoji ha quindi trasformato la comunicazione sul lavoro, rendendola più diretta e meno formale in quanto le emoji colmano il divario tra la comunicazione scritta e quella parlata, aggiungendo elementi di paralinguaggio come espressioni facciali e gesti, elemento particolarmente utile per i team che lavorano da remoto, poiché aiuta a mantenere un tono di conversazione informale e a rafforzare i legami tra i membri del team sviluppando delle comunicazioni digitali più interattive.

Tuttavia, è fondamentale utilizzare le emoji con consapevolezza del contesto culturale e del pubblico di riferimento per evitare fraintendimenti, le emoji infatti, hanno significati polisemici che possono variare in base alle differenze culturali. Per questo motivo, è importante conoscere il corretto significato di ogni emoji utilizzata e considerare il target a cui ci si rivolge.Inizio moduloFine modulo