5 errori da non fare in azienda: quando una leggerezza può diventare un problema penale

Fisco, contributi, sicurezza sul lavoro, ambiente e comunicazione: cinque aree della quotidianità d’impresa nelle quali comportamenti apparentemente banali possono assumere conseguenze ben più rilevanti. Giovedì 24 settembre l’Avv. Roberto Redaelli di ARCLEX – Avvocati Associati approfondirà il tema durante un nuovo momento di Cultura d’Impresa MBCIRCLE.

Fare impresa significa prendere decisioni ogni giorno. Decisioni commerciali, amministrative, finanziarie, organizzative e operative.

Proprio nella quotidianità può però nascondersi uno dei rischi più insidiosi per un imprenditore: considerare una determinata condotta come una semplice irregolarità, una scorciatoia o una prassi consolidata, senza valutarne pienamente le possibili conseguenze giuridiche.

È da questa riflessione che nasce il nuovo momento di Cultura d’Impresa MBCIRCLE, in programma giovedì 24 settembre 2026 alle ore 9.00 presso lo Sporting Club Monza, durante la consueta colazione di lavoro della Rete.

A guidare l’approfondimento sarà l’Avv. Roberto Redaelli di ARCLEX – Avvocati Associati, Impresa Associata a MBCIRCLE per l’area del diritto del lavoro e parte di uno Studio con competenze multidisciplinari che comprendono anche diritto commerciale, amministrativo e diritto penale d’impresa.

Il titolo scelto è volutamente provocatorio:

“5 errori da non fare. Delinquenti inconsapevoli… o consapevoli?”

L’obiettivo è molto concreto: mostrare come alcuni comportamenti che possono apparire marginali o semplicemente “amministrativi” possano, in determinate circostanze, superare il confine dell’irregolarità e assumere rilevanza penale.

Per partecipare alla colazione di lavoro e al momento di Cultura d’Impresa è possibile registrarsi qui:

👉 https://www.mbcircle.it/evento/2026-09-24-colazione-di-networking-cultura-dimpresa-con-arc-lex/

Dal “che sarà mai” al rischio d’impresa

L’attività imprenditoriale è inevitabilmente complessa. Chi guida un’azienda è concentrato sul mercato, sui clienti, sulle persone, sugli investimenti e sulla crescita.

In questo contesto è facile che alcuni comportamenti vengano sottovalutati perché considerati semplici leggerezze, consuetudini operative o irregolarità di poco conto.

L’approfondimento predisposto da ARCLEX parte proprio da qui e individua cinque aree di rischio particolarmente vicine alla vita reale dell’imprenditore: fisco, contributi e finanziamenti, sicurezza sul lavoro, ambiente e comunicazione.

1. Fisco: la sottile linea tra irregolarità e reato

Il primo ambito riguarda la gestione tributaria.

Tra i casi presi in esame figurano le fatture relative a operazioni inesistenti, la cui emissione o utilizzazione può assumere immediata rilevanza penale quando finalizzata all’evasione fiscale. ARCLEX richiama inoltre il tema degli omessi versamenti, evidenziando come, al ricorrere delle condizioni previste dalla normativa, il mancato pagamento di determinate imposte possa andare oltre la semplice conseguenza amministrativa.

Il principio da cogliere è importante: nella gestione fiscale dell’impresa non è sufficiente ragionare esclusivamente in termini di importi, cartelle o sanzioni amministrative. La natura della condotta e le circostanze in cui viene posta in essere possono modificarne radicalmente le conseguenze.

2. Bonus, contributi e finanziamenti: attenzione a ciò che si dichiara

Negli ultimi anni sempre più imprese accedono a bandi, bonus, contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e strumenti di sostegno all’innovazione.

Un’opportunità importante, che richiede però grande attenzione nella predisposizione della documentazione.

Presentare dichiarazioni o documenti non veritieri, omettere informazioni dovute oppure rappresentare requisiti in maniera non corrispondente alla realtà può integrare, secondo i casi, fattispecie quali l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Il classico atteggiamento del “gonfiamo un po’ i requisiti” o del “tanto chi se ne accorge?” può quindi trasformare quella che viene percepita come una semplice furbizia amministrativa in una questione molto più seria.

Per l’impresa significa una cosa molto semplice: l’accesso alle agevolazioni deve essere gestito con lo stesso livello di attenzione e controllo riservato agli altri processi aziendali strategici.

3. Sicurezza sul lavoro: “abbiamo sempre fatto così” non è una tutela

Uno degli esempi più evidenti del rapporto tra organizzazione aziendale e responsabilità riguarda la sicurezza sul lavoro.

Il D.Lgs. 81/2008 attribuisce al datore di lavoro una serie di obblighi specifici e alcune violazioni possono essere contestate anche indipendentemente dal verificarsi di un infortunio, ad esempio durante un’attività ispettiva.

Tra le situazioni richiamate nell’approfondimento figurano la mancata predisposizione o l’assenza di aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi, la mancata nomina delle figure previste dalla normativa, l’omessa formazione dei lavoratori e la mancata fornitura di dispositivi di protezione individuale adeguati.

La sicurezza non può quindi essere considerata soltanto un insieme di documenti o adempimenti formali.

Deve diventare parte integrante della cultura organizzativa dell’impresa.

4. Ambiente e rifiuti: anche gli scarti fanno parte della gestione aziendale

Un’altra area spesso sottovalutata riguarda la gestione dei rifiuti prodotti dall’attività d’impresa.

Toner esausti, oli usati, scarti di lavorazione e altri rifiuti speciali non possono essere gestiti semplicemente replicando abitudini consolidate nel tempo.

ARCLEX richiama, tra gli esempi, l’affidamento dei rifiuti a un trasportatore privo delle necessarie autorizzazioni, ma anche situazioni di deposito incontrollato e irregolarità nella gestione della relativa documentazione.

Il D.Lgs. 152/2006 disciplina infatti una materia nella quale anche comportamenti apparentemente secondari rispetto al core business possono assumere rilevanza penale.

Ancora una volta il punto non è conoscere personalmente ogni dettaglio della normativa, ma assicurarsi che l’organizzazione aziendale disponga di procedure, fornitori e competenze adeguate.

5. Marketing e reputazione online: anche la concorrenza ha dei limiti

Il quinto tema è particolarmente attuale perché riguarda direttamente la comunicazione digitale delle imprese.

Social network, recensioni, blog e piattaforme online consentono oggi a chiunque di esprimere pubblicamente opinioni e giudizi, anche sui propri concorrenti.

La reputazione aziendale viene costruita e difesa sempre più spesso online, ma una competizione aggressiva non autorizza a superare i confini previsti dalla legge.

L’intervento di ARCLEX dedica particolare attenzione alla diffamazione attraverso internet, richiamando tre elementi fondamentali nel valutare il confine della critica: verità del fatto, interesse pubblico e continenza espressiva.

Una recensione falsa contro un concorrente o accuse denigratorie e non veritiere pubblicate attraverso i social non rappresentano semplicemente una strategia di comunicazione aggressiva.

Questo rende evidente un principio sempre più importante: anche la comunicazione aziendale deve essere inserita all’interno della gestione del rischio d’impresa.

Dalla responsabilità dell’imprenditore alla responsabilità dell’azienda

L’approfondimento affronta infine un tema trasversale alle diverse aree: il D.Lgs. 231/2001.

Quando determinati reati vengono commessi da amministratori, dirigenti o dipendenti nell’interesse o a vantaggio dell’azienda, le conseguenze possono infatti non limitarsi alla persona fisica coinvolta: anche la società può essere chiamata a rispondere.

Le possibili conseguenze richiamate da ARCLEX comprendono sanzioni pecuniarie, sanzioni interdittive, confisca del profitto del reato e, nei casi previsti, pubblicazione della sentenza.

È qui che il tema si sposta definitivamente dalla singola condotta alla qualità dell’organizzazione aziendale.

Il Modello 231 non riguarda soltanto le grandi imprese

Uno dei messaggi conclusivi dell’intervento riguarda proprio la prevenzione.

ARCLEX richiama il ruolo del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo previsto dal D.Lgs. 231/2001, quale strumento attraverso il quale l’impresa struttura procedure e presidi finalizzati alla prevenzione della commissione dei reati rilevanti ai fini della normativa.

Un tema che non riguarda esclusivamente le grandi organizzazioni: secondo l’impostazione dell’intervento, la tutela e la continuità dell’impresa devono essere considerate indipendentemente dalle sue dimensioni.

Il punto centrale è quindi culturale prima ancora che giuridico: prevenire significa organizzare l’impresa prima che un problema si presenti.

Cultura d’Impresa significa condividere competenze concrete

È proprio questo lo spirito dei momenti di Cultura d’Impresa MBCIRCLE.

Mettere le competenze delle Imprese Associate a disposizione dell’intera Rete significa trasformare gli incontri periodici anche in occasioni di conoscenza, confronto e crescita professionale, fornendo strumenti concretamente applicabili nella gestione quotidiana delle aziende.

L’intervento dell’Avv. Roberto Redaelli parte da cinque esempi molto diversi tra loro per arrivare a un unico messaggio: fare impresa significa certamente cogliere opportunità e assumere decisioni, ma anche conoscere e governare le responsabilità che ne derivano.

Perché non tutte le criticità nascono da grandi decisioni.

A volte iniziano da un “abbiamo sempre fatto così”, da un “che sarà mai” o da una procedura che nessuno ha mai realmente verificato.

Partecipa all’incontro MBCIRCLE

Giovedì 24 settembre 2026 – ore 9.00
Sporting Club Monza

Colazione di networking e Cultura d’Impresa con ARCLEX – Avvocati Associati.

👉 Registrati all’incontro: https://www.mbcircle.it/evento/2026-09-24-colazione-di-networking-cultura-dimpresa-con-arc-lex/