Esperienze

5 luoghi da vedere almeno una volta nella vita

By Gennaio 14, 2019 Nessun Commento

5 luoghi da vedere almeno una volta nella vita, per vivere un’esperienza unica a prova di reportage fotografico

Ogni viaggio ha un senso, uno scopo, un modo di essere vissuto, interpretato e ricordato.

I viaggi che facciamo ci cambiano per sempre. Perché viaggiare non significa solo fare una valigia e partire: viaggio è apertura, viaggio è comprensione, conoscenza. Il viaggiatore si anima di curiosità e voglia di scoprire il nuovo e il diverso, ovunque il cuore e i piedi lo portino. Si dice che la Terra sia troppo grande per essere attraversata tutta, ma ci sono certi angoli di mondo che DEVONO essere visti almeno una volta nella vita. Pronti per un’esperienza unica e irripetibile? La verità è che non siete voi a scegliere il viaggio, è il viaggio che sceglie voi.

Il viaggio on the road in Patagonia, fra Cile e Argentina.

Una zona in cui contrastano vaste zone steppose e verdi foreste, fra Cile e Argentina, da vedere assolutamente in un viaggio avventuroso on the road – sulla Carretera Austral e la Ruta 40. Siamo sul Cono Sur, quella parte dell’America del Sud proprio sotto il Tropico del Capricorno. La particolarità di questo posto è il contrasto dei paesaggi: da una parte è possibile guidare attraverso le immense steppe argentine, dall’altra ci si tuffa nel verde delle foreste cilene. Tutto nello stesso viaggio. 3000 chilometri di percorsi diversi che esplorano la Patagonia, la sua flora e fauna, la sua cultura e il suo vero spirito, per un viaggio da fare individualmente oppure in coppia e in compagnia. Dove alloggiare? In autentiche estancias – una sorta di ranch argentini, dove si può sperimentare il vero stile di vita locale. Fra incredibili parchi nazionali da visitare (come il Parco Torres del Paine, in Cile, o il Parco Nazionale Perito Moreno, in Argentina), attrazioni come la Penisola Valdes, riserva marina sotto la tutela dell’UNESCO, il “ghiacciaio sospeso” nel Parco del Queulat, e attività di trekking lungo il Fiume Oro… L’avventura qui è pura e sincera, ed è il senso intimo del viaggio.

Il viaggio culturale alla scoperta del Vietnam e della Cambogia.

Giungla, fiumi, spiagge, città coloniali, pagode. E i resti di antiche civiltà. Dagli isolotti nella Baia di Halong alle architetture di Hue, dal Delta del Mekong con i suoi villaggi e i mercati, fino a Phnom Penh e ai templi di Angkor: questo incredibile viaggio mescola lunghi tratti in barca a spostamenti su strada, al fine di scoprire gli aspetti più nascosti di Vietnam e Cambogia, con il tempo necessario per conoscere, riflettere e “metabolizzare” l’esperienza. Visitare, per esempio, la Baia di Halong – lunga 165 chilometri percorribili e patrimonio dell’UNESCO – è una vera e propria avventura. Ci si può arrivare con una giunca, la tradizionale imbarcazione tipica di Cina ed Estremo Oriente. Il nome “Halong” significa “dove il drago s’inabissa nelle acque” ed è il luogo del Vietnam in cui la natura si esprime in tutta la sua massima bellezza. Per dare un senso al costante bisogno di acculturarsi, poi, si può visitare My Son, il più importante sito archeologico del posto, a circa 35 chilometri da Hoi An, in Vietnam. È doveroso visitare ovviamente Phnom Penh, vivace capitale della Cambogia, dove sorgono architetture antichissime. Fra le tante, c’è un edificio noto perché trasformato da scuola a luogo di detenzione e tortura. Si tratta dell’ex carcere di massima sicurezza in cui sono stati rinchiusi circa 20.000 cambogiani prima di essere avviati a un campo di sterminio.

Un viaggio molto più che semplicemente interessante, molto più che arricchente. All’insegna della cultura di un popolo e di un luogo lontano.

La crociera in catamarano in Oman

L’Oman è la terra di Simbad, il leggendario marinaio delle Mille e una Notte. L’Oman è uno sconfinato deserto di sabbia che scivola dentro le acque trasparenti dell’Oceano Indiano. In sella a una Jeep, attraversando le montagne più alte del paese, si parte alla scoperta di villaggi suggestivi nascosti dalle dune rosse, fino a raggiungere il mare. Lì, salire su un catamarano e lasciarsi trasportare dallo spirito avventuriero, alla scoperta della costa. Insuperabile è la vista delle caratteristiche lagune in cui sfociano piccoli ruscelli fra i monti rocciosi.

Continuando il viaggio per mare, è possibile godere della vista della Moschea del Sultano Qaboos, che sorge proprio sulla costa occidentale. Circondata da un immenso giardino fiorito, è una tappa a cui fermarsi rigorosamente. Così come il Forte Bahla – una delle quattro fortezze storiche situate ai piedi del Djebel Akhdar. Costruito tra il XII e XIV secolo, quando l’oasi di Bahla prosperava sotto il controllo della tribù di Banu Nebhan. Le mura le torri si elevano 55 metri sopra le fondamenta in arenaria. Una sola parola: WOW. Imperdibili una volta tornati a terra? Il deserto di Wahiba Sands, a 3 ore dalla capitale, Mascate, e il Gran Canyon nelle zone chiamate Jebel Akhdar e Jebel Shams. Vi sembrerà di vivere in un sogno orientale. E al ritorno non potrete mai dimenticarlo.

Il viaggio fotografico in Namibia

Immaginate di poter vedere da vicino un gruppo di giraffe, di elefanti, zebre o gazzelle. Libere, nel loro habitat naturale, mentre bevono da un ruscello. Siamo al Parco Etosha, in Namibia, dove centinaia di animali si radunano ogni giorno intorno a grandi pozze d’acqua. Intorno, come osservatori silenziosi, le montagne di arenaria del Damaraland e le incisioni rupestri di Twyfelfontein. Un contesto naturale meraviglioso, che conquista non solo lo sguardo del viaggiatore più curioso, ma anche il suo cuore. La Namibia, paese dell’Africa Sud Occidentale, si contraddistingue nel mondo per il deserto del Namib, lungo la costa atlantica. La nazione ospita una ricca fauna selvatica, tra cui un numero significativo di ghepardi. La capitale è Windhoek, che insieme alla città costiera di Swakopmund, vanta edifici risalenti all’epoca coloniale tedesca.

La Valle della Luna – uno spettacolare canyon scavato dal fiume Swakop, e gli enormi monoliti di roccia granitica tondeggiante sparsi un po’ ovunque nel Paese, sono delle bellezze naturali imperdibili. La Piana delle Welwitsche prende il nome da una pianta endemica particolarissima che produce solo due foglie nastriformi di 5 metri di lunghezza; ma ancor più sorprendente è l’età di alcuni esemplari, stimata anche a 2.000 anni. Il mare di sabbia del Deserto del Namib si estende per più di 400 chilometri. Continuando il cammino a nord, ci si imbatte nella così detta Costa degli Scheletri, nella colonia di otarie di Cape Cross, e nelle lagune di Walvis Bay, popolate di fenicotteri e pellicani.

Questo è decisamente un viaggio da fare con una macchina fotografica professionale, perfetta per immortalare la natura selvaggia e gli animali. Un viaggio che porta (davvero) il visitatore rispettoso nell’Africa più selvaggia. Un viaggio arricchente per lo spirito, soprattutto.

Il viaggio audace attraverso le città più antiche dell’Uzbekistan

“Tutto quello che ho sempre sentito dire di Marakanda è vero, tranne il fatto che è più bella di quanto immaginassi”. Lo ha detto Alessandro Magno, a proposito di Samarcanda, città dell’Uzbekistan, celebre per le sue moschee e mausolei. Trova spazio nella Via della Seta, l’antica strada commerciale che collegava la Cina al Mediterraneo. Un luogo esotico, misterioso, lontano ma, allo stesso tempo, vicino al nostro immaginario. A distanza di secoli, l’Uzbekistan continua ad affascinare grazie alla sua forza evocativa.Samarcanda, Khiva, Bukhara, Tashkent e Shakhrisabz sono terre che ospitavano civiltà antichissime e conservano tutt’ora uno splendore unico nel suo genere. Non è un caso, infatti, che il Paese sia nella lista dei Patrimoni UNESCO per la bellezza delle sue città. Veri e propri musei a cielo aperto con moschee, fortezze e palazzi reali. Viaggiare attraverso l’Uzbekistan è un’esperienza intensa, da vivere a pieno e consapevolmente.

Il cuore di Samarcanda è Registan – dal persiano, deserto – che una volta era la piazza pubblica, dove si andava per ascoltare i proclami reali. “Se Samarcanda è la meraviglia della terra, Bukhara è la meraviglia dello spirito” – si dice. Bukhara è considerata, infatti, la città più sacra dell’Asia Centrale. Tashkent era chiamata “città dei mille alberi di albicocche” nel II secolo, e poi è diventata “città della pietra” nel XI secolo, a causa del suo cambiamento di paesaggio. Un senso di antico che si mescola al moderno, in questa città suggestiva che conta 3 milioni di abitanti e che ha subito un ultimo violento trauma nel 1966 con un violento terremoto che ha cambiato nuovamente la sua fisionomia.

Shakhrisab è invece un piccolo centro tranquillo, che non ha subìto eccessivamente l’influenza sovietica. Il Palazzo Ak-Saray, pur in rovina, fornisce l’idea della grandiosità di quanto questa residenza estiva di Tamerlano – condottiero turco-mongolo che conquistò l’Asia Centrale nel 1370 – potesse offrire a suo tempo. Un viaggio che unisce scoperta, conoscenza e avventura. ESPERIENZE che ci cambiano dentro.

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